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stato l'utente principale e nel momento in cui viene completata quest'ultimo passa
una gran quantità del suo tempo familiarizzando con le sue operazioni, allineando
i fasci di pioni e misurando la loro intensità ed energia. È molto fiero di almeno
uno dei suoi contributi alla costruzione. Si tratta del suo carrello, l'apparato per
trasportare il bersaglio del ciclotrone. Può essere mosso a piacere intorno alla
parte periferica del polo magnetico, controllato dall'esterno dall'azione del campo
magnetico sulle correnti che possono essere inviate attraverso gli avvolgimenti a
cui sono connesse le ruote. Lo aveva costruito lui stesso nella sua piccola officina
e per anni ha funzionato alla perfezione. Nella primavera del 1951 Fermi, insieme
a un folto gruppo di studenti e allievi, riprende l'attività sperimentale. Negli ultimi
tre anni di vita si concentrerà sull'interazione fra pioni e nucleoni (cioè protoni e
neutroni) che costituisce il processo fondamentale delle cosiddette interazioni
forti nella teoria di Yukawa. Il nuovo ciclotrone è l'occasione per organizzare una Enrico Fermi con Edward Teller
Conferenza internazionale di fisica nucleare e delle particelle elementari, tenuta (USA)
dal 17 al 22 settembre a Chicago. Circa 200 scienziati vi prendono parte e quaranta
di loro provengono da paesi stranieri. Vengono riferiti alcuni risultati interessanti
relativi ai primi esperimenti sulla diffusione dei pioni sui protoni dell'idrogeno
liquido effettuati durante l'estate. Fermi fa il discorso iniziale sulle particelle
elementari (Fundamental Particles [Particelle fondamentali]) e partecipa a tutte le
discussioni. Il Convegno coincide quasi con il suo cinquantesimo compleanno,
che viene festeggiato informalmente con alcuni dei suoi vecchi amici. All'inizio
dell'autunno Fermi e il suo gruppo cominciano a investigare sistematicamente la
natura dei processi nucleari, studiando gli effetti dell'interazione di un fascio di
me soni u, prodotti col ciclotrone, contro protoni. In questo periodo Fermi si
interessa anche di un problema teorico riguardante l'instabilità di una superficie
di separazione fra due fluidi, quando il più pesante viene accelerato dal più leggero
(instabilità di Taylor). Questo argomento era stato sviluppato ampiamente a
Los Alamos da John von Neumann perché era importante per il metodo di
implosione delle bombe atomiche. L'interesse di Fermi ad approfondire l'argo-
mento è testimoniato da tre lavori, due pubblicati nel I95I (Excerpt from a Lecture
on Taylor Instability Given during the Fall of I95I at Los Alamos Scientific Laboratory;
Taylor Instability of an Incompressible Liquid [Estratto di una lezione sull'instabi-
lità di Taylor dell'estate 1951 al Laboratorio scientifico di Los Alamos; Instabilità
di Taylor di un liquido incompressibile]) e il terzo nel 1953, insieme allo stesso
von Neumann (Taylor Instability at the Boundary ofTwo Incompressible Liquids
[Instabilità di Taylor alla superficie di separazione di due liquidi incomprimibili]).
1952 Il lavoro principale effettuato con il sincrociclotrone da 450 MeV di Esperimenti con i pioni
- Chicago consiste nello studio sistematico delle interazioni pione-
nucleone. I primi esperimenti misurano per la prima volta le collisioni di pioni
positivi e negativi nell'idrogeno liquido. Più tardi viene studiata in dettaglio la
distribuzione angolare dei pioni diffusi dall'idrogeno, un lavoro che assorbe molto
tempo e a cui Fermi si dedica a lungo. Il primo articolo relativo a questo lavoro
(Total Cross Section ofNegative Pions in Hydrogen [Sezione d'urto totale di pioni
negativi in idrogeno]) riguarda misure della sezione d'urto totale per pioni negativi
nell'idrogeno e mostra che quest'ultima cresce rapidamente a partire dal basso
Luisa Bonolis L'opera scientifica di Enrico Fermi I 177

